About

Fotografo da sempre.

Da piccolo, mi fermavo ed osservavo i miei giocattoli, in quel momento vedevo tutto: passato, presente e futuro. Non erano solo oggetti colorati, ma entusiasmanti avventure: dai cow-boy e indiani a fantastiche guerre spaziali. Il tutto in uno sguardo, il tutto in una frazione di secondo. Come uno scatto fotografico.
Mi capita spesso di fermarmi e dire: “click”… Camminando per strada, fermo ad un semaforo, osservando, ammirando: fotografando tutto il giorno.

Piacere, sono Alan e rubo attimi di vita attraverso un click.
La fotografia racconta una storia qualsiasi immagine tu veda. A te i miei racconti più preziosi.

ALAN

Di sicuro, diceva Man Ray, ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà come, mentre altri di natura più curiosa si chiederanno perché.
Ma se la fotografia non volesse esprimere altro se non il nulla da dire (e il tutto da vedere) sarebbero ancora leciti la curiosità e i perché? Permettiamoci l’agio di una distensione e affrontiamo le immagini selvaggiamente, senza troppe cornici: esse sapranno spiegarsi da sole e non concederanno chiarimenti, saranno esattamente ciò che erano nel momento della reazione chimica della luce impressa.
Ma, si sa, la fotografia è sovversiva: vera per il momento ideale in cui è stata scattata (e il momento ideale è uno, uno soltanto, poiché la luce altro non è che una questione di tempismo) e contemporaneamente falsa perché ottusa e capricciosa nel suo non voler rispettare il nostro divenire nel corso del tempo.
Ecco la sua ex-pressione: l’estrazione dell’attimo di armonia perfetta tra vuoti volumi e visioni, di incantata oscillazione tra lo stupore quasi infantile davanti ad un corpo rivelato nella sua globale interezza e lo sfioramento di dita che vi verrà suggerito dalla matrice metonimica di ogni dettaglio (il punctum barthesiano). Solo allora il visivo si identificherà con il tattile e la grana di un lembo di pelle ritratto non vi sarà mai sembrata tanto reale. Sarà un attimo che non durerà più d’un battito di ciglia, come un’imprecisata scossa percepita a chilometri di distanza da un’esplosione sotterranea. Perché perderlo?
Argomentate la vostra vita, le fotografie non esistono, ciò che vedrete sarete voi: mettetevi a fuoco nel desiderio di una perfezione imperitura, e lasciatevi ferire.

Silvia